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LA FUSIONE NEL SOLE E NELLE ALTRE STELLE

La fusione nel sole e nelle altre stelle



Come abbiamo detto in altra sede intorno agli anni ’30 dello scorso secolo l’astrofisico inglese Arthur Eddington
 ipotizzò che l’energia che il sole e le altre stelle irradiano nell’universo fosse dovuta ad un fenomeno di nucleo sintesi, un fenomeno fino ad allora sconosciuto.

 

Poiché l’ipotesi di Eddington, per quanto rivoluzionaria, apparve credibile, le osservazioni per valutarne l’attendibilità si concentrarono sulla stella a noi più vicina: il sole.
Si riuscì a valutare che la temperatura superficiale del sole si aggira tra i 5.000 e i 6000 gradi, mentre la temperatura degli strati più interni, dove avviene la nucleo sintesi, si avvicina al miliardo di gradi.
Al tempo stesso si capì che le reazioni di nucleo sintesi, o in breve di fusione, procedono per tempi valutabili in miliardi di anni.  
Questa osservazione sembrò scoraggiare qualunque ipotesi di applicazioni pratiche sulla terra.
Non di meno fisici, chimici e astrofisici continuarono a studiare il fenomeno, si scoprì allora che il volume del Sole è costituito per il 92,1% da Idrogeno, il 7,8% da Elio e lo 0,1% da altri elementi tra i quali elementi pesanti convenzionalmente detti metalli; tra questi troviamo litio, berillio, boro, ferro, cobalto e manganese.

Si scoprì inoltre che la fusione avviene nella parte più interna del Sole: il nucleo, il cui raggio è pari al 25% del raggio solare.

Attraverso la fusione l'Idrogeno viene convertito in Elio, con perdita di massa, alla quale secondo l'equazione di Einstein E=mc² corrisponde la produzione di energia.