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LA FUSIONE SULLA TERRA

La fusione sulla Terra


Come abbiamo appreso la fusione così come si realizza nelle stelle non avrebbe per noi terrestri alcuna rilevanza pratica, perché il processo di fusione stellare si svolge in un tempo di miliardi di anni e perché l’energia prodotta per unità di massa è modesta e solo perché la massa del sole e delle altre stelle è enorme anche l’energia irradiata è enorme.
Da queste prime considerazioni si evince che per realizzare sulla terra processi di fusione utili, non si può replicare quanto avviene nelle stelle, è necessario percorrere nuove strade.
I problemi da superare sono di ogni tipo: conoscitivi, progettuali, tecnologici. Visto che al momento non ci proponiamo di diventare dei ”fusionisti”, accenniamo soltanto ai maggiori di essi:
- portare il plasma a temperature dell’ordine di centinaia di milioni di gradi (non facciamo distinzione tra gradi Kelvin e Celsius, visto che tra loro differiscono “solo” di 273 gradi), e per ottenere questo risultato occorre accumulare una grande quantità di energia per conferirla al plasma in tempi rapidissimi,
- produrre il plasma a partire da quegli elementi che rendono possibile la fusione,
- evitare che impurità contaminino il plasma che abbiamo prodotto,
- immettere il plasma entro il “ciambellone”, ovvero l’anello toroidale del Tokamak, senza consentire alle impurità di aggregarsi,
- confinare il plasma all’interno del toro, nelle stelle il plasma viene trattenuto e non si disperde nell’universo a causa della loro enorme forza di gravità, in tal caso si parla di confinamento inerziale,
- e infine conseguire la fusione controllata, capace di autosostenersi, cioè di produrre energia, dopo l’impulso iniziale nel quale siamo noi ad avere conferito energia; questo stato viene dagli specialisti chiamato “ignizione del plasma”.     
L’ignizione del plasma è l’obiettivo attuale della sperimentazione.
Nel capitolo dedicato ad IGNITOR vedremo quali siano le scelte fatte dal professor Coppi e scopriremo a che punto è arrivata la sperimentazione.