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FRANCA MAGISTRELLI

Il padre di Ignitor

Nel 1956, all’Istituto di Fisica dell’Università di Roma, la cattedra di Fisica Superiore era tenuta da Enrico Persico. Annesso a questa cattedra esisteva un laboratorio dove operavano due ricercatori: Bruno Brunelli e Franca Magistrelli.
In questo laboratorio era stata realizzata una sorgente  di ioni a radiofrequenza e su questa sorgente svolgeva la sua tesi di laurea lo studente Alberto De Angelis.
Il plasma contenuto nella sorgente era quindi allora solo un mezzo per poter estrarne un fascetto di ioni con convenienti caratteristiche. E tuttavia c’era un plasma in laboratorio. Fu un po’ questo lo spunto per decidere di partire con un programma di ricerca sui plasmi.
A Brunelli, Magistrelli e De Angelis si erano ben presto aggiunti i fisici Sergio Segre, che aveva svolto la sua tesi di laurea in astrofisica, e Ugo Ascoli che dal 1° novembre del 1957 operava a mezzo tempo come distaccato dalle Ferrovie dello Stato. Si trattava quindi di far nascere attorno a tale gruppetto un gruppo più consistente costituito anche da personale tecnico e amministrativo. Di conseguenza bisognava formulare un programma con relativo preventivo di spesa da sottoporre alla approvazione del CNRN (che poi diventò CNEN e oggi ENEA), per ottenere il necessario finanziamento. A questo riguardo è significativo il documento che dà la situazione dei lavori all’1 ottobre 1957. In questo documento si legge che in attesa della legge stralcio, fu deciso di anticipare la somma di 10 milioni di lire per tre mesi, allo scopo di tenere in vita le attività del gruppetto.
A Magistrelli, così come al tecnico di laboratorio che lavorava nel gruppo, venne prudenzialmente fatto un contratto di sei mesi a partire dal 15 ottobre 1957, In questo contratto si legge: “La S.V. è assunta a contratto presso il Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari in qualità di fisico, alle dipendenze del prof. Bruno Brunelli”.
(estratto  da Maestri a allievi nella fisica italiana del Novecento a cura di Luisa Bonolis www.luisabonolis.it)

Franca Magistrelli nata a Roma nel 1927, laureata in fisica nel 1951, conseguì la libera docenza in Fisica Generale  nel 1966.

Dice Franca Magistrelli: “ho avuto fin dall’inizio la fortuna di operare sotto la guida di persone eccezionali, in ordine di tempo i professori Enrico Persico, Bruno Brunelli, Bruno Coppi, la mia storia è quindi suddivisa in tre distinti periodi che indicherò come Periodo Persico, Periodo Brunelli, Periodo Coppi”.
Noi ci soffermiamo sul Periodo Coppi (dal 1981 in poi).
Prosegue Franca Magistrelli: “Personaggio geniale, vulcanico, lavoratore formidabile, è il massimo fusionista italiano e uno dei massimi mondiali.
Pieno di interessi culturali anche al di fuori del campo scientifico, la sua eccezionalità non gli impedisce di essere rispettoso di qualunque essere umano, pretendendo solo in cambio oltre ad un reciproco rispetto, la buona fede e la buona volontà delle quali cose difficilmente sopporta la mancanza …
Fin dal 1976 Coppi si dedicava alla progettazione di Ignitor proponendone la costruzione in Italia. Si tratta di un tokamak compatto ad alto campo magnetico contenente però un plasma di deuterio-trizio e progettato, a differenza dei precedenti, per l’ottenimento di un plasma in condizioni di ignizione, quelle condizioni cioè nel quale il plasma è in grado di autosostenersi, come capita in natura nel sole e nelle altre stelle …
Le linee di ricerca prevalentemente seguite consistono nella progettazione di dispositivi giganteschi e costosissimi, del tipo ITER, che non prevedono il raggiungimento dell’ignizione,  mentre la linea delle macchine compatte ad alto campo magnetico, che passando per l’ignizione del plasma potrà veramente portare alla realizzazione di un reattore a fusione, viene non solo ostacolata, ma spesso anche occultata”.
Qui dobbiamo dire che la recente elezione di Ignitor tra i 14 “Progetti Bandiera” italiani e la partecipazione dei russi con il loro massimo istituto di ricerca in materia il Kurchatov, diretto da Velikov, il più celebre degli scienziati russi, attesta un radicale cambiamento di orientamento.
Continua Franca Magistrelli “per la progettazione di Ignitor, Coppi aveva creato un gruppo costituito da individui di diverse affiliazioni, sia italiane che estere …
Il mio ingresso in questo gruppo avvenne nel 1981.
Nei primi anni mi sono occupata di alcuni aspetti per il vuoto e per il trizio, inoltre ho curato una sorta di segreteria scientifica, che il professor Coppi tentò, invano di istituzionalizzare.
Nel 1992 sono andata in pensione, anche se ho seguitato a mantenere i contatti con il professor Coppi.
Il lavoro che svolgo attualmente per Ignitor è sostanzialmente un lavoro di documentazione, teso a limitare i danni prodotti dalla carente o cattiva informazione che, in buona o cattiva fede, viene normalmente fornita sul problema della fusione ….
È possibile che in futuro la comunità scientifica decida di rivolgersi per la giusta strada e allora la mia massiccia documentazione potrebbe essere utile per testimoniare come veramente si è svolta la ricerca fusionistica e quali ne sono stati, positivi o negativi, i protagonisti.
In conclusione, senza volere (Dio me ne guardi), paragonarmi a  San Paolo, penso di poter fare mia una frase presa dalla seconda lettera a Timoteo: “ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”.